E POI TORNO ANCH’IO

Prologo – Quando Elvira Pinzauti entrò nell’ufficio del commissario capo Franco Barone, per chiedergli conto della sorte del marito, il suo Guido stava raspando a mani nude la sabbia in una delle gallerie di Sankt Georgen an der Gusen, territorio austriaco del Reich. Era il 10 aprile 1944, il lunedì di Pasqua. Quella donnetta impertinente da settimane cercava notizie. Faceva domande ovunque ci fosse qualcuno che potesse sapere. Era arrivata perfino da un SS, si era lamentato il commissario: dal Bruno Pastacaldi che lui ben conosceva e frequentava, però “solo per servizio”, costretto da circostanze “superiori”. Per questo aveva dovuto convocarla. Redarguirla. Impedirle di mettere in giro voci maligne contro di lui. Provare anche a rassicurarla: il suo Guido era andato in un paese di libertà e lavoro, dove avrebbe mangiato e dove si sarebbe trasferito lui stesso se il grado e le sue responsabilità non gliel’avessero impedito. Lei era uscita dal commissariato con il passo pesante e il dolore nell’animo

Le storie, e la Storia, di cinque operai deportati e mai più tornati.

“E poi torno anch’io”, la promessa che un marito fece alla moglie, ignaro del destino che attendava lui e i suoi compagni: il viaggio su un carro merci piombato, l’internamento e la morte in lager.

 Il nuovo libro di Vera Paggi e Lorenza Pleuteri ricostruisce una storia fiorentina di deportazione politica che intreccia lavoro, repressione, responsabilità rimaste senza colpevoli e memoria familiare.

Al centro del racconto c’è Firenze nel 1944, attraversata dallo sciopero più importante della Seconda guerra mondiale, e c’è la cartiera Cini, stabilimento industriale scomparso dal tessuto urbano, di cui questa ricerca restituisce memoria storica alla città. Fu lì che le donne incrociarono le braccia insieme ai loro compagni operai. A quella mobilitazione seguì una dura repressione: arresti, trasferimenti  nei campi di concentramento, persone che non fecero ritorno.

Il libro ricostruisce le vicende dei lavoratori presi alla fabbrica e anche quelle delle donne rimaste: mogli costrette a reggere il peso dell’assenza, della povertà e di una richiesta di giustizia mai ottenuta. Nel Dopoguerra le responsabilità individuali non vennero punite: un commissario coinvolto nella repressione uscì indenne, le famiglie rimasero sole di fronte alle perdite.

Il dolore per quelle scomparse non si è esaurito nel tempo, segnando le generazioni successive. Sono le nipoti a raccogliere oggi quel filo spezzato, eredità di vedove e orfani di guerra, coltivando la memoria e trasformandola in racconto e ricerca. La storia è restituita grazie a voci familiari inedite e documenti d’archivio ed è accompagnata da un audio documentario giornalistico realizzato all’interno del progetto Di Storia / In Storia, che porta all’ascolto diretto di parole e silenzi delle protagoniste di oggi.

Un racconto di donne e uomini, di lavoro e repressione, di giustizia mancata e memoria resistente, che restituisce a Firenze una pagina centrale e ancora poco conosciuta del Novecento.

Titolo: E poi torno anch’io. La storia di cinque operai deportati a Mauthausen

Autrici: Vera Paggi, Lorenza Pleuteri

Editore: Mimesis Edizioni, 18 euro

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